BAGHINO L, PREMUDA G, GIRAUDO L. 2012 – simplified text for rough approximate translation to →

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Avocetta 36: 107-111 (2012) Nuove analisi sulla migrazione post-riproduttiva del biancone Circaetus gallicus nell’Italia nord-occidentale LUCA BAGHINO1, GUIDO PREMUDA2, LUCA GIRAUDO3 1 Centro Ornitologico e di Educazione Ambientale di Case Vaccà, c/o Ente Parco del Beigua LIPU, Via Marconi 165, I-16011 Arenzano (GE) (biodiv@parcobeigua.it) 2 Oetlingerstrasse 171, 4057 Basilea (CH) 3 Parco Naturale Alpi Marittime Piazza Regina Elena 30, I-12010 Valdieri (CN) Abstract – New analysis on post-breeding migration of short-toed eagle Circaetus gallicus in north-western Italy. The autumn migration of the short-toed eagle Circaetus gallicus was studied from 15th to 26th September, in 2005, 2006 and 2007, at three sites in NW Italy: Stura Valley (S Piedmont), Arenzano (W Liguria) and Apuane Alps (NW Tuscany). During this 3-year period, 746, 2085 and 2352 shorttoed eagles were respectively counted at these three sites: correlations in both time and migration volume were found between the Apuane Alps and Arenzano, but not with the Stura Valley, where the migrating populations are probably of different origins (N Italy, with some that birds performing this circuitous migration may involve a rather wide area through Central and Southern Italy; moreover, occasional gree of longitudinal extension. During the second half of September a fair proportion (<20% of the whole volume) of juveniles is regularly observed at both Apuane Alps and Arenzano sites, and their migration dates are very close to the main adult movement, in agreement with the strategy to follow the adults performed by a portion of the juveniles. Key words: circuitous migration, autumn migration, estimate numbers. INTRODUZIONE ra noti in Italia, di migrazione autunnale del biancone. La migrazione post-riproduttiva del biancone in Italia è già stata oggetto di vari lavori, i quali, impiegando i risultati derivati da conteggi in simultanea in alcuni siti della Penisola tra il 2000 e il 2001, hanno evidenziato: a) uno schema migratorio denominato “a circuito” (Agostini et al. 2002a); b) una strategia migratoria di tipo conservativo (Agostini et al. 2002b); c) una strategia migratoria differenziata tra giovani e adulti (Agostini et al. 2004). Uno studio a più ampia scala effettuato in Italia dal 2000 al 2004 (Ruggieri et al. 2006), oltre a confermare lo schema “a circuito” di risalita migratoria lungo la Penisola, genti che seguono una rotta intra-alpina e altri aspetti confenologia per classi d’età nell’Italia nord-occidentale. © 2012 CISO Centro Italiano Studi Ornitologici AREA DI STUDIO E METODI Il sito di Arenzano (GE) (44° 25’ 23” N 8° 40’ 53”) si trova nel Ponente genovese, ai margini sud-orientali del Parco del Beigua e della ZPS IT1331578 “Beigua-Turchino”, e comprende i contrafforti montuosi dal lato meridionale dello spartiacque appenninico, a quote di 300-600 m s.l.m. e ad una distanza di circa 2 km dal litorale. Il punto di osservazione posto sui contrafforti del versante occidentale delle Alpi Apuane (Capriglia), si trova nel Comune di Pietrasanta (LU), a un’altezza di 378 m s.l.m. e a circa 5 km dalla costa (43° 58’ 2.6” N 10° 14’ 22.8” E), nonché a circa 150 km di distanza lineare dal sito ligure. Il sito della Valle Stura (44° 18’ 50” N 7° 17’ 22” E), sulle Alpi Marittime, si compone di due postazioni collocate sugli opposti versanti della valle a un’altezza di, ri107 Baghino et al. spettivamente, 900 e 1400 m s.l.m. nei comuni di Demonte e Aisone (CN); le due postazioni, ubicate a circa 4 km l’una dall’altra, distano linearmente da Arenzano poco meno di 120 km. In questi tre siti è stato eseguito un conteggio simultaneo dei bianconi in migrazione nelle stesse date (15-26 settembre) in tre anni successivi (2005, 2006 e 2007); ad Arenzano sono state effettuate sessioni giornaliere di osservazione di otto ore nell’arco orario 9:00-17:00 (ora solare), sulle Alpi Apuane sessioni di nove ore (h 8:0017:00), mentre in Valle Stura è stato dedicato un arco giornaliero di sette ore (h 8:00-15:00). Nel periodo di conteggio, individuato per includere il picco di passaggio della specie rilevato in precedenza nelle tre località, si è utilizzato lo stesso protocollo di osservazione adottato nei succitati lavori degli anni precedenti. Inoltre sono stati acquisiti dati da siti di migrazione dell’Italia settentrionale a seguito di giornate discontinue, poiché regolarmente monitorati principalmente in funzione di altre specie target di Falconiformes in differenti periodi dell’anno, e da una località del versante adriatico dell’Italia centrale. nell’arco del periodo considerato (test di Kruskal-Wallis, H = 14.52, df = 2, P < 0.001, Fig. 1). Gli sporadici dati raccolti nei maggiori siti di migrazione della Val Padana (Lombardia orientale e Veneto) verso sud-ovest, mentre nell’Anconetano è stata individuata una linea di passo diretta a nord-ovest, ad indicare una risalita verso l’Alta Italia (ad esempio: Ponti sul Mincio MN, 8 ind. il 25.9.05, A. Gargioni, com. pers.; Tremosine sul Garda BS, 12 ind. il 10.9.06, D. Ardigò, com. pers.; Frasassi AN, 12 ind. tra il 10 e il 15.9.07, J. Angelini, com. pers., Fig. 2). L’importante linea di passo che collega le Alpi Apuane ad Arenzano, già localizzata nello Spezzino (Bolano: Ruggieri et al. 2006) è stata intercettata puntualmente tra il 22 e il 24 settembre 2006 e 2007 (92 ind. il 23.9.06 e 77 ind. il 23.9.07) in una zona 12 km più a nord-est, sui rilievi del chetta Vara: R. Giagnoni e D. Barcellone, com. pers.). La fenologia di transito orario nel sito toscano è distribuita maggiormente nel pomeriggio nella fascia oraria 13:00-15:00 con il 37.61% delle osservazioni (N = 869), mentre in Liguria risulta più marcata nella fascia 11:0013:00 (33.12%, N = 694), periodo giornaliero in cui nel RISULTATI Sulle Alpi Apuane il numero medio di bianconi rilevati è stato di 784 ± 32.5 SE ind./anno (indice di migrazione: 5.38 ind./ora), ad Arenzano di 695 ± 6.9 SE ind./anno (IM = 7.60 ind./ora) e in Valle Stura di 249 ± 22.5 SE ind./anno (IM = 3.05 ind./ora). La data mediana di migrazione, raggiunta il 21 settembre nei siti delle Alpi Apuane e Arenzano, in Valle Stura è risultata il 19 settembre; nel complesso dei tre anni, mattino e al primo pomeriggio (h 9:00-11:00 = 36.96%, N = 261; h 13:00-15:00 = 35.12%, N = 248, Fig. 3). In Toscana la migrazione è maggiormente osservata in presenza di venti settentrionali (Test di Mann-Whitney, U = 38.5, Nsud = 9, Nnord = 27, P < 0.01), mentre in Liguria non teggi ottenuti con venti dai quadranti meridionali e settentrionali (U = 85.5, Nsud = 27, Nnord = 9, P > 0.05, Fig. 4). Sulle Alpi Apuane gli individui adulti rappresentano 400 350 300 250 200 150 Alpi Apuane N = 2352 100 Arenzano N = 2085 50 Valle Stura N = 746 0 15/9 16/9 17/9 18/9 19/9 20/9 21/9 22/9 23/9 24/9 25/9 26/9 Figura 1. Andamento della fenologia migratoria post-riproduttiva (15-26 settembre, triennio 2005-2007) del biancone nei siti delle Alpi Apuane (LU), Arenzano (GE) e Valle Stura (CN) per conteggi totali giornalieri – Autumn migration phenology of the short-toed eagle in the three monitoring sites of the Apuane Alps, Arenzano and Stura Valley, 15-26 September 2005-2007 (sum of daily counts). 108 Migrazione post-riproduttiva del biancone nell’Italia nord-occidentale 9 8 10 7 3 6 2 5 1 4 11 100 Km Figura 2. Siti di osservazione della migrazione post-riproduttiva del biancone e presumibili rotte nell’Italia centro-settentrionale e nel Autumn migration watch-sites of short-toed eagle and hypothetical routes in North-central Italy, and in the neighbouring French department of “Alpes Maritimes”. Legenda: 1 = Alpi Apuane, 2 = Arenzano, 3 = Valle Stura, 4 = Fort de la Revère, 5 = Bellet e altri siti, 6 = Figanières e altri siti, 7 = Ponti sul Mincio, 8 = Tremosine sul Garda, 9 = Monte Grappa, 10 = Colli Asolani, 11 = Frasassi 1000 900 800 700 600 500 400 300 200 100 0 Valle Stura N = 706 Arenzano N = 2085 Alpi Apuane N = 2310 9_11 11_13 13_15 15_17 Figura 3. Fenologia di transito giornaliero per fasce di due ore nei siti delle Alpi Apuane (LU), Arenzano (GE) e Valle Stura (CN) (1526 settembre, triennio 2005-2007) – Daily phenology of the short-toed eagle migration in the three monitoring sites of the Apuane Alps, Arenzano and Stura Valley, 15-26 September 2005-2007. Sud Nord Arenzano N = 2085 Alpi Apuane N = 2352 0 500 1000 1500 2000 2500 N ind. Figura 4 settembre, triennio 2005-2007) – Short-toed eagle migration related to different wind origin in the sites of the Apuane Alps and Arenzano, 15-26 September 2005-2007. 109 Baghino et al. = 955), gli immaturi il 3.77% e i giovani il 20.52%. Ad cati (31.75% del globale, N = 662), gli immaturi il 2.57%, i giovani il 12.68%. Per la Valle Stura non sono disponibili dati riguardanti l’età dei soggetti conteggiati. Sulle Alpi Apuane, la mediana di passaggio dei giovani è coincidente, o al massimo di tre giorni successiva, a quella degli adulti, nel periodo di massimo passaggio (19-22 settembre). Ad Arenzano si osserva uno schema simile tra le due classi d’età, con un apporto medio di adulti di un giorno più precoce (19 settembre). DISCUSSIONE E CONCLUSIONI La migrazione post-riproduttiva del biancone sulle Alpi Apuane mostra, su base giornaliera, un andamento fenologico simile ad Arenzano in due anni su tre, mentre l’analisi dei dati tra questo ultimo sito e le Alpi Marittime, dove gli effettivi risultano più di due volte inferiori, non pare così validata l’ipotesi che nella Valle Stura possano queste, presumibilmente quella alpina italiana (Ruggieri et al. 2006), valutata in aumento (Campora e Cattaneo 2005) 150-200 coppie. In base ai nostri riscontri, in Valle Stura un apporto numerico rilevante di bianconi appartenenti a popolazioni dell’Italia centrale (Belaud et al. 2001), anche attraverso possibili diramazioni della Liguria occidentale (Ruggieri et al. 2006), appare piuttosto improbabile, per quanto non da escludere, anche alla luce del passaggio in Valle Stura di un giovane biancone nato in Basilicata e dotato di trasmettitore satellitare (Mellone et al. 2011); quanto al minor numero di bianconi in migrazione rilevati sulla vicina Costa Azzurra (Fort de la Revère: Eze-La Turbie, Belaud et al. 2001, Belaud 2003) rispetto ad Arenzano, questo è stato interpretato, analizzando dati dal 2001 dal 2003, cocompiute nel 2007 (M. Belaud, com. pers.) hanno effettivamente mostrato come nel dipartimento Alpes-Maritimes la rotta migratoria principale interessi più la fascia interna che il sito litoraneo di Fort de la Revère (dove viene contatlimiti locali di condizioni meteorologiche e di rilevabilità), coinvolgendo contingenti più numerosi via via che ci si addentra verso ovest e sud-ovest (entroterra di Nizza). L’analisi dei dati della Liguria e della vicina Toscana indica, al contrario, una relazione fenologica stretta a ulteriore conferma, su un periodo di controllo più lungo, dell’esistenza di una regolare migrazione “a circuito” in risalita lungo l’alto versante tirrenico della Penisola (Agostini & Malara 1997, Premuda 2002, Ruggieri et al. 2006). Inoltre, contrariamente a quanto ipotizzato da Petretti (2008), il considerevole volume di migrazione riscontrato nelle Alpi Apuane evidenzia l’appartenenza dei contingenti rilevati ad un areale esteso ragionevolmente molto più a sud della Toscana settentrionale, come supportato dai tracciati satellitari di due giovani bianconi nati in Basilicata (Mellone et al. 2011). Infatti, assumendo che non tutti gli effettivi in migrazione siano stati conteggiati nel periodo di studio, appare poco probabile che alcune centinaia di coppie pose Piombino (140 km in linea d’aria), pur considerando stime di densità riproduttiva in Italia centrale più elevate che nel passato (Monti della Tolfa: 1 coppia/48 km2, Cattaneo e Petretti 1992; Monti della Tolfa: 1 coppia/35.6 km2 e Parco Regionale della Maremma: 1 coppia/30.0 km2, Petretti 2008), dipendenti anche da un possibile aumento delle aree probabile incremento della popolazione di biancone in Toscana (Occhiato 1997). cuito”, è ipotizzabile che una rotta “ad arco largo” in direzione nord arrivi ad interessare longitudinalmente anche Tabella 1. Correlazioni e confronti statistici tra gli effettivi di biancone conteggiati nei siti delle Alpi Apuane e Arenzano (sopra) e tra quelli di Arenzano e della Valle Stura (sotto) nel corso del triennio 2005-2007 – Results of Spearman rank correlation and Wilcoxon tests of the daily counts at the Apuane Alps and Arenzano (above), and at the Arenzano and Stura Valley migration sites (below) during the three-year period 2005-2007. 2005 Alpi Apuane Arenzano 2005-2007 Arenzano Valle Stura 2005-2007 110 Test di Spearman rs Test di Wilcoxon T Test di Spearman rs Test di Wilcoxon T 2006 2007 rs = 0.69, t = 3.03, p = 0.01 rs = 0.85, t = 5.20, p < 0.005 rs = 0.18, t = 0.60, p > 0.05 t = 1.17, p > 0.05 t = 0.22, p > 0.05 t = 1.09, p > 0.05 rs = 0,11, t = 0.35, p > 0.05 rs = -0.02, t = -0.06, p > 0.05 rs = 0.15, t = 0.49, p > 0.05 t = 1,96, p < 0.05 t = 2,04, p < 0.05 t = 2,13, p < 0.05 Migrazione post-riproduttiva del biancone nell’Italia nord-occidentale il versante adriatico dell’Appennino centro-settentrionale come gli interessanti dati raccolti nelle Marche sembrano indicare. L’analisi dei dati orari lascia intravedere una relatra le Alpi Apuane e l’Arenzanese, considerando la naturale interruzione dello stesso dovuta al sopraggiungere della sera. Altri lavori (Belaud et al. 2001, Ruggieri et al. 2006) avevano evidenziato un passaggio in Valle Stura più intenso nell’arco orario attorno a mezzogiorno e nel primo pomeriggio. Per quanto riguarda le relazioni tra la migrazione visibile e il regime dei venti, ad Arenzano, in un arco di sette in associazione a venti provenienti dai quadranti meridionali (Baghino 2008). Quanto alla fenologia per classi d’età, nel sito ligure, dove si registra una sostanziale coerenza con le risultanze di un analogo conteggio del 2001 nei due siti (Agostini et al. 2004), il più precoce apporto medio di adulti potrebbe essere ipoteticamente attribuito all’arrivo di contingenti da mente a nord dell’Italia centrale (Appennino ligure orientale e tosco-emiliano?) che convergono verso la Riviera di Ponente (Baghino 2008, Agostini et al. 2002b). Lungo il versante tirrenico tosco-ligure, nel periodo considerato, i giovani tendenzialmente migrano insieme o contigui alla massa degli adulti in movimento verso nord-ovest e poi verso sud-ovest (Ruggieri et al. 2006); in questo settore della Penisola, i soggetti giovani rappresentano numericamente solo una porzione di un movimento più consistente, oltre che più tardivo e orientato su una direttrice migratoria opposta, rilevato nell’arcipelago delle Egadi (Agostini et al. 2004, Petretti 2008). gine degli animali e delle rotte intraprese dalle varie popolazioni in transito attraverso l’Italia centro-settentrionale potranno venire da una più ampia copertura territoriale e dall’individuazione di nuovi siti di transito, parallelamente all’ausilio fornito dalle tecnologie di controllo satellitare dei soggetti dotati di trasmettitore. Ringraziamenti – Ad Arenzano si ricordano con animo grato i numerosi osservatori che hanno validamente preso parte ai conteggi, e tra questi in particolare per la loro assiduità: C. Rapetti, R. Pedemonte e G. Lovato; M. Belaud e M. Jardin (LPO PACA) per dalla LIPU per conto dell’Ente Parco del Beigua, del quale si ringraziano il Presidente D. Franchello, il Direttore M. Burlando e il funzionario A. Aluigi ed il Corpo Forestale dello Stato Coordinamento Regionale della Liguria per il rilascio dei permessi. Si è altresì grati ad EBN Italia, L. Ruggieri, A. Gargioni, D. Ardigò, G. Silveri, F. Mezzavilla, G. Martignago, J. Angelini per la collaborazione; a F. e M. Sava, F. ed E. Viviani per l’amicizia e l’ospitalità; ad A. Benvenuti (Azienda Agricola “La Selvatonda”) per la cortesia e l’ospitalità sulla sua proprietà; al Presidente del Parco delle Apuane G. Nardini, al Comandante delle Guardie del Parco delle Apuane G. Speroni, G. Bertola, G. Cavalloni, N. Raffaelli per il supporto ai campi di osservazione; a M. Adami, B. Anselmi, A. Bartolini, A. Belosi, E. Bosi, M. Caciolli, A. Chiti Batelli, A. Civita, S. Cutini, S. Donello, F. Fabbrizzi, M. Franchini, I. Galleschi, G. Gerra, R. Gherardi, P. Gigli, G. Gregori, G. Grilli, A. Magrini, R. Nardi, G. Paesani, A. Peghini, B. Perroud, B. Riboni, A. Sacchetti, L. Salaris, M. Taddei, M.V. Ulivi, A. Vezzani per l’aiuto sul campo. In Valle Stura il Parco Naturale Alpi Marittime ringrazia in particolare: G. Assandri, E. Belzuino, P. Beraudo, F. Bergese, L. Bertero, F. Blangetti, M. Calvini, B. Caula, M. Cravero, I. De Marco, F. Delmastro, E. Giordanengo, M. Giordano, S. Giraudo, T. Giraudo, A. Gosmar, M. Grillo, S. Lapia, P. Marotto, G. Nicolazzi, D. Peirone, M. Pettavino, A. Qualich, B. Riboni, R. Rubbini, G. Salvatico. BIBLIOGRAFIA Agostini N., Baghino L., Coleiro C., Corbi F. & Premuda G., 2002a. Circuitous autumn migration in the Short-toed Eagle (Circaetus gallicus). J. 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